Le sale del nostro ristorante sono state ricavate interamente in quei locali che furono, durante la guerra di indipendenza, sede delle scuderie di una caserma austriaca, e di cui ancor oggi, grazie ad un accurato recupero strutturale, è possibile goderne i dettagli costruttivi. L'intera costruzione, infatti, da rilievi storici, pare sia stata una caserma della Cavalleria Austriaca, "La Martinella" appunto, come riportato in una iscrizione presente presso la vicina Torre di San Martino.

San Martino della battaglia, insieme alla vicina Solferino, è stata teatro, il 24 giugno del 1859 di una delle più cruenti battaglie dell'Ottocento, un episodio centrale e decisivo per l'andamento delle operazioni militari della Seconda guerra d'indipendenza.

 

La Torre

L’edificio sorge sul colle più alto di San Martino, dove si ebbero gli scontri più duri tra l’esercito sardo e quello austriaco. La costruzione della torre iniziò nel 1880 e fu inaugurata il 15 ottobre 1893 alla presenza del re Umberto I. Il percorso interno, che si snoda dalla sala d’ingresso alla piattaforma superiore, è decorato con statue in bronzo e affreschi che descrivono o rappresentano i personaggi e gli avvenimenti storici del Risorgimento. Sulla cima della torre è presente l’asta per la bandiera italiana e un faro che di notte irradia i colori del tricolore.

 

 

 

Il Museo

Alle spalle della torre di San Martino si trova il Museo della battaglia, al cui interno sono conservati gli stendardi dei reggimenti che hanno partecipato alla scontro, le uniformi degli eserciti francese e piemontese e alcune armi utilizzate nel 1859, tra cui anche alcuni cannoni.

 

 

 

L’Ossario

ossario

La chiesa-ossario, che era in origine la cappella gentilizia dei conti Tracagni, fu inaugurata il 24 giugno 1870: nell’abside sono custoditi 1274 teschi, mentre nella cripta sono conservate le ossa di 2619 soldati senza distinzione di nazionalità. Nel viale alberato che conduce alla chiesa vi sono monumenti e cippi a ricordo dei vari corpi che parteciparono alla battaglia del 1859.